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Intervista ad Antonino Schiera, poeta e scrittore palermitano

Antonino_Schiera_poeta

Abbiamo intervistato Antonino Schiera, poeta e scrittore palermitano vincitore della Targa Premio sezione poesia come Finalista, per il suo ultimo libro “Frammenti di colore“, Edizioni La Gru. Un artista della parola, apprezzato tanto per la ricercatezza formale quanto per la nitidezza dei contenuti, è stato inserito tra i talenti letterari di Federart grazie ai suoi versi in cui si coniugano talento e semplicità.

Il Vice Sindaco di Terrasini Angelo Cinà e la Segretaria del Premio Giornalistico Letterario "Piersanti Mattarella" Antonietta Greco Giannola consegnano la Targa Premio ad Antonino Schiera per il libro di poesie Frammenti di colore
Il Vice Sindaco di Terrasini Angelo Cinà e la Segretaria del Premio Giornalistico Letterario
“Piersanti Mattarella” Antonietta Greco Giannola consegnano la Targa Premio ad Antonino Schiera
per il libro di poesie Frammenti di colore

Ho avuto il piacere di leggere dei versi dalla raccolta “Frammenti di colore”, di recente insignita della targa del “Premio Piersanti Mattarella” per la sezione poesia, e la sensazione che ho provato è stata di profondo coinvolgimento emotivo. Ho letto dei versi intensi e pieni di vita in cui la ricercatezza si fonde in maniera perfetta con la semplicità, indispensabile per trasmettere emozioni. Come nascono i versi contenuti in “Frammenti di colore” e che ruolo ha il colore in questa sua visione dell’esistenza?

“Frammenti di colore è un libro che nasce nel 2016, come naturale conseguenza della prima pubblicazione Percorsi dell’Anima dato alle stampe nel 2013 ed è frutto dell’azione combinata del mio desiderio di riproporre al pubblico qualcosa di nuovo e della richiesta di tanti amici che mi hanno incoraggiato a scrivere ancora. La particolarità di Frammenti di colore è data dal fatto che questa raccolta racchiude sia poesie di nuova produzione, sia poesie della mia età giovanile. Avevo circa trent’anni quando, seduto in una panchina di Lascari o di Cefalù, componevo alcune poesie ispirate da un territorio molto bello e da sensazioni, meritevoli di essere trasformate in versi. La genesi di ogni poesia parte dal desiderio di mettere nero su bianco gli innumerevoli sentimenti che una riflessione, un’immagine, un dialogo, una situazione innestano, provocando una sorta di esplosione poetica in me. Il ruolo del colore è fondamentale, in quanto noi utilizziamo prevalentemente il canale visivo, per interagire con la realtà; pertanto una poesia che nasce e si evolve attraverso l’uso delle immagini, incarna una capacità comunicativa superiore ed efficace. Il colore diventa dunque una sorta di generica classificazione, della qualità di questo continuo interagire tra noi e la realtà che ci circonda. Complessità che diventa semplicità e viceversa.”

“Percorsi dell’Anima”, una raccolta di Poesie, Aforismi e Dediche d’Amore, è un’opera frutto di una profonda introspezione personale e delle sue esperienze di vita da cui si evince una profonda sensibilità e generosità d’animo. È stato semplice pubblicare dei versi i cui contenuti sono così personali?

“Ho scritto questo libro in un periodo di grande trasformazione della mia esistenza, caratterizzata da un profondo dolore personale. Ho voluto trasformare, semplicemente e naturalmente, questo sentimento in poesia, anche per dare un senso alla mia vita e per dare ulteriore efficacia all’introspezione che avevo avviato, quando ho cominciato ad affrontare la vita col piglio e la maturità dell’uomo adulto. Per me la comunicazione e l’interazione continua con il mondo esterno, basati sulla sincerità e sull’onestà intellettuale, sono fondamentali sia per il normale fluire dei sentimenti, sia per una buona qualità delle nostre relazioni”

Antonino Schiera durante un reading poetico a Palermo
Antonino Schiera durante un reading poetico a Palermo

Cos’è per lei fare poesia ed essere poeta?

“Fare poesie significa continuare a dialogare con la mia essenza, con il mio inconscio e con le persone che incontro. Penso sia un esercizio che ciascuno di noi possa fare in maniera spontanea e secondo i propri desideri. Il poeta, il vero poeta, non cerca la fama e la gloria nel suo esprimere la vita in versi. Piuttosto il desiderio di conoscenza deve essere il fine ultimo di chi scrive, per questo diventa indispensabile interagire con il mondo esterno e con lo scibile umano. Nel mio caso lo faccio attraverso la promozione di eventi culturali, le presentazioni dei miei libri e quelle dei miei colleghi, la partecipazione a programmi televisivi e radiofonici, la recensione di libri di amici scrittori, lo studio in generale. Tutto questo senza perdere, per quanto mi riguarda, la semplicità, la sincerità, la spontaneità, che mi ha sempre contraddistinto.”

Molto significativo è stato per me leggere la poesia “Non so dirti perché Ti Amo!”. In generale, nella poesia di Antonino Schiera che ruolo ha l’Amore?

“L’Amore per me ha un valore universale. Tutto ciò che noi facciamo si colloca all’interno di una sacca esistenziale che nutre i rapporti tra le persone e la nostra anima. Diventa pertanto necessario vivere in una sorta di aura positiva verso noi stessi e verso il prossimo. Sul tema dell’amore esclusivo tra due persone, quello che genera passione che può poi sfociare nella procreazione, tanti illustri poeti e scrittori hanno dedicato interi tomi per darne una spiegazione razionale. Io mi limito a riportare in versi ciò che provo: amore sentimentale, fraterno, filiale, verso la natura. La bellezza della poesia sta nella sua capacità di racchiudere in pochi versi, miliardi di ragionamenti cognitivi neurali, razionali ed irrazionali generando così commozione e ricordi.”

Per motivi di lavoro ha vissuto all’estero per qualche tempo. La lontananza dalla Sicilia, dai suoi colori e dai suoi profumi come l’ha vissuta?

“Per mia natura cerco sempre di apprezzare il bello del luogo in cui mi trovo. Nel nostro caso, quando viviamo fuori e dato che siamo nati in una terra meravigliosa, diventa una sorta di istinto di conservazione per non dovere soffrire troppo per la mancanza di tali colori e profumi. Ho vissuto in luoghi dove il mare era totalmente assente, cercavo però di vivere con gioia altre caratteristiche che potevano essere una intrigante e sterminata pianura o la ruvidezza di una catena montuosa continentale o la quiete di un grande lago. E poi non dimentichiamo che l’essenza di ogni luogo, di ogni oggetto e di ogni espressione della natura è pervasa dalla storia e dagli uomini che ne hanno permesso l’esistenza e la peculiarità.”

Cosa manca alla nostra terra per essere alla pari con il resto della compagine italiana?

“Questo è un tema scottante. In generale la Sicilia paga una sorta di arretratezza nelle infrastrutture e nello sviluppo industriale. Di contro però mantiene una sorta di selvaggia bellezza, che oggi può diventare un grande valore aggiunto, se pensiamo che va di moda il turismo rurale, gastronomico, culturale. Gli economisti e grandi uomini dell’imprenditoria moderna, ci dicono che non è necessario oggi avere le grandi industrie per progredire nel benessere. La stessa velocità con cui cambiano le cose, ci impone oggi di puntare su idee e su investimenti verso aziende e iniziative che siano di medie piccole dimensioni e molto flessibili. Noi siciliani abbiamo bisogno di lavorare sulla nostra autostima e smetterla di piangerci addosso, considerandoci abitanti di una terra da conquistare. Oggi bisogna investire sulla mobilità eco-sostenibile, sul territorio, sui parchi naturali, sul mantenimento della nostra identità culturale, molto variegata e naturalmente sul turismo visto che abbiamo un clima favorevole e tante attrattive.”

Essendo entrambi appassionati di ferrovie e treni non posso non farle qualche domanda riguardante queste tematiche.
A Lascari, dove sappiamo ha abitato per un periodo, nelle ultime settimane è in corso un vero e proprio dibattito riguardo alla demolizione della stazione di Lascari-Gratteri, attivata nel 1887 e set di una delle scene più belle del film capolavoro “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, nell’ambito del raddoppio ferroviario. Come si può superare il dualismo tra il progresso tanto richiesto e le emozioni che riecheggiano nella mente quando si visita un luogo così storico?

“Progresso e sviluppo con la conservazione delle testimonianze storiche non possono sempre andare d’accordo. Da siciliano mi indigno per la lentezza con cui vanno avanti i lavori di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie e auto stradali. Pertanto il caso della demolizione di un pezzo di storia ferroviaria e cinematografica, diventa ancora più grave e una soluzione diversa penso la si poteva trovare. Il danno ormai è stato fatto e bisogna guardare avanti, mobilitandoci perché venga sancito al più presto il fine lavori al raddoppio ferroviario fino a Cefalù e del passante ferroviario di Palermo. In questo modo Trenitalia e Regione Siciliana avranno l’obbligo e la possibilità di rendere tutta l’area ferroviaria efficiente a partire dall’’aeroporto Falcone e Borsellino, passando per il capoluogo siciliano fino alla cittadina arabo normanna. Con una intelligente gestione delle cadenze orarie è possibile superare la strozzatura a unico binario che va da Cefalù a Patti. Del resto l’orografia del territorio rende difficile e gravoso economicamente l’intero raddoppio ferroviario, nell’importante relazione Palermo Messina. Abbiamo bisogno di amministratori lungimiranti che riescano a garantire il giusto sviluppo della nostra terra, mantenendo, come avevo detto prima, tradizioni e territori senza devastazioni. Rimanendo ancora sul tema, spesso si parla di velocità nei trasporti ferroviari ed è giusto, ma perché non focalizzarsi in Sicilia sull’efficienza in modo che l’utenza possa modulare le proprie scelte basandosi su un servizio cadenzato e con frequenze tali da non essere obbligati a lunghe attese. Nel Voralberg, regione montuosa a ovest dell’Austria c’è ancora oggi una situazione simile alla nostra con due grandi città, Innsbruck e Bregenz collegate dal doppio binario tranne che nella parte centrale a binario unico. Ebbene grazie ad un adeguato investimento sul materiale rotabile e a un adeguato orario, che agevola gli incroci, le due importanti città sono ben collegate da treni regionali, intercity e internazionali ”

Qual è il treno a cui le si collegano più ricordi ed emozioni?

Antonino Schiera a Palazzo Cutò (Bagheria) per la premiazione di una sua poesia inedita
Antonino Schiera a Palazzo Cutò (Bagheria) per la premiazione di una sua poesia inedita

“Ogni viaggio in treno racchiude in sé una grande emozione. Rappresenta la possibilità di conoscere nuovi luoghi, nuove persone e nuovi modi di pensare e vivere che ci arricchiscono e ci permettono di conoscere meglio noi stessi. I miei primi viaggi giovanili avevano come destinazione la nostra capitale. Già attraversare lo stretto di Messina rappresentava e rappresenta tutt’ora, il lancio verso il continente pieno di sorprese, per cui non esiste un treno in particolare che racchiude emozioni e ricordi di cui lei parla, bensì sono tanti e molti non esistono più, se pensiamo alla Freccia della Laguna o al Treno del Sole per fare un esempio. In un mio breve racconto autobiografico, contenuto all’interno di una raccolta per beneficenza di vari autori, Racconti di Natale 2015, descrivo un mio viaggio in treno da Palermo a Monaco di Baviera. Oggi è finita l’epoca dei treni a lunga percorrenza, dalla Sicilia viene mantenuto soltanto qualche collegamento diretto con Roma e Milano, grazie agli accordi tra enti, per il mantenimento della continuità territoriale. La cosa bella è che a all’età di 50 anni, mi emoziono come un bambino, tutte le volte che devo salire su di un treno, salvo poi infastidirmi quando osservo le inefficienze tipiche del nostro sud Italia.”

Il poetaAntonino Schiera nasce a Palermo nel Marzo del 1966. Sin da piccolo mostra di avere una grande vivacità, sensibilità e voglia di conoscere il mondo.  Dopo essersi diplomato nel 1985 inizia una collaborazione con il Giornale di Sicilia e L’Ora. Fonda e realizza il bollettino informativo per il Centro Culturale “Nuove Prospettive” di Palermo. Nel 1992 vince il primo premio nazionale indetto dal mensile Millionaire, nell’ambito della creatività, della comunicazione e del marketing, con una sua idea personale ed originale. Vincitore del Premio Piersanti Mattarella 2016 con “Frammenti di colore”, è un esperto di marketing e comunicazione. Attualmente collabora con il Giornale Cittadino Press.

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One thought on “Intervista ad Antonino Schiera, poeta e scrittore palermitano

  • 7 marzo 2017 at 11:02
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    Ringrazio calorosamente Marta Guzzio autrice dell’intervista e Lascariweb che ne ha permesso la pubblicazione.

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